Coronavirus: quali effetti per l’economia e per il settore assicurativo? Le stime dell’ISTAT

La crisi sanitaria ed economica causata dalla pandemia Covid-19 è destinato a incidere sull’outlook macroeconomico in modo fortemente differenziato a seconda dei diversi aggregati di paesi. Tra i più colpiti vi è certamente l’Italia, anche se nel complesso dell’anno l’impatto sulla nostra economia sarebbe più contenuto rispetto a quanto previsto all’inizio della crisi. Si conferma infatti il significativo rimbalzo nel terzo trimestre anticipato dalle stime preliminari dell’ISTAT.

Lo scenario geo-politico generale rimane molto incerto, con vari focolai di tensione ancora irrisolti. Le trattative post-Brexit sono a uno stallo, mentre si allentano le tensioni tra i paesi membri dell’Unione Europea in materia di Recovery Fund e Rule-of-Law. Sul versante della pandemia le dure misure di contenimento recentemente adottate sembrano sortire i primi effetti, anche se sussistono ancora rischi significativi sull’andamento dei contagi collegati con l’approssimarsi delle festività.

Tra le recenti tendenze registrate nel nostro settore, si evidenzia quanto le misure di contenimento del contagio introdotte durante la crisi siano risultate in una sensibile riduzione della frequenza sinistri r.c. auto, mentre si registra il ritorno ai livelli pre-crisi del margine di solvibilità.

La congiuntura economica internazionale

Nel Rapporto di previsione redatto dall’OCSE – l’Organizzazione che riunisce i 30 paesi più industrializzati al mondo – a dicembre si stima un primo bilancio dell’impatto sull’andamento dell’economia globale nel 2020 della pandemia Covid-19 e si descrivono gli scenari possibili nel biennio successivo.

Le conseguenze negative della crisi pandemica sul quadro macroeconomica globale nel 2020 non troverebbero precedenti in tutto il secondo dopoguerra. Ciò nonostante, gli esperti dell’Organizzazione si mostrano cautamente più ottimisti rispetto alla pubblicazione precedente. Il forte rimbalzo segnato nel terzo trimestre mitigherebbe il contraccolpo del lockdown nell’aggregato dell’anno, mentre il superamento della fase 3 da parte di tre prototipi di vaccino – nonché i progressi compiuti da altri candidati – ridurrebbe l’incertezza attorno alle stime per il biennio 2021-22.

La congiuntura economica italiana

Nel terzo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo italiano (PIL), espresso in termini reali e aggiustato per effetti stagionali e di calendario, è aumentato del 15,9% rispetto al trimestre precedente; rispetto al corrispondente trimestre nel 2019 è diminuito del 5%.

Il dato definitivo è rivisto leggermente al ribasso rispetto alle stime diffuse il 30 ottobre (+16,1% congiunturale e -4,7% tendenziale). La variazione acquisita per il 2020 è negativa e pari a -8,3%.

In termini congiunturali la variazione aggregata nel terzo trimestre è la sintesi di aumenti in tutti i principali aggregati della domanda interna ed esterna. I consumi delle famiglie sono cresciuti del 12,4%, mentre gli investimenti fissi lordi hanno segnato un’impennata di oltre il 30%, sospinta dalle variazioni positive in tutti comparti.

L’ISTAT ha anche elaborato le proiezioni per la nostra economia, che puntano a una contrazione dell’economia italiana nel 2020 pari all’8,9% cui seguirebbe un rimbalzo di entità inferiore l’anno successivo (+4,0%).

Le assicurazioni nel mondo

Si starebbe attenuando l’impatto positivo delle novità sul fronte geopolitico. I mercati starebbero incominciando a incorporare gli effetti dell’avvicendamento di amministrazioni alla Casa Bianca e i risultati delle sperimentazioni su alcuni candidati vaccini contro il Covid-19. Il 10 dicembre l’indice azionario generale dell’area dell’euro ha registrato comunque un rialzo del 3,8% rispetto a 30 giorni prima che ha azzerato le perdite da inizio anno (-0,2%).

Prosegue la crescita degli indici del comparto assicurativo in Italia (+6,2%, -15,1% da inizio anno) e in Francia (+9,1%, -18,5%). In Germania e nel Regno Unito gli indici sono rimasti costanti negli ultimi 30 giorni (-8,9% e -13,4% da inizio anno, rispettivamente).

La congiuntura assicurativa in Italia

Per effetto delle restrizioni alla circolazione a causa della pandemia la frequenza sinistri a fine anno potrebbe diminuire tra il 23% e il 30%.

A tutto il mese di settembre del 2020, per il totale dei veicoli assicurati (ad esclusione delle polizze a libro matricola) la frequenza dei sinistri accaduti risultava in diminuzione del 31,4%, attestandosi su un valore pari a 3,60% (era 5,24% nel 2019). I dati del 2020 sono influenzati dalle restrizioni alla circolazione decise dal Governo per il diffondersi della pandemia da COVID-19 a partire dal 10 marzo 2020.

Nello stesso periodo risultava in aumento (+2,6%) l’importo medio liquidato (a titolo definitivo) dei sinistri gestiti, passando da € 1.745 nel 2019 a € 1.790 nel 2020.

Sulla base dei dati definitivi a tutto il terzo trimestre è possibile effettuare la stima della variazione della frequenza dei sinistri a fine anno. In particolare, sono state formulate tre ipotesi:

Ipotesi 1: Nel solo quarto trimestre del 2020 la frequenza sinistri assume lo stesso valore dell’analogo periodo dell’anno precedente; a fine anno si registrerebbe una diminuzione della frequenza sinistri pari al 23%.

Ipotesi 2: Nel solo quarto trimestre del 2020 la frequenza sinistri continua a ridursi come nel terzo trimestre (-14%), rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente; a fine anno si registrerebbe una diminuzione della frequenza sinistri pari al 27%.

Ipotesi 3: Per effetto delle ulteriori restrizioni decise a partire da ottobre, nel solo quarto trimestre del 2020 la frequenza sinistri si riduce ad un tasso superiore al terzo trimestre (-25%), rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente; a fine anno si registrerebbe una diminuzione della frequenza sinistri pari al 30%.

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