I rischi da responsabilità civile sanitaria in Italia: il report statistico

Roma – Le informazioni statistiche su questa tematica si basano su una rilevazione effettuata annualmente presso le imprese di
assicurazione a partire dal 2016, in base a specifiche lettere al mercato diffuse agli inizi di ogni anno.

Si tratta di una obbligatoria. Sono tenute a rispondere tutte le imprese autorizzate in Italia all’esercizio
nel ramo r.c. generale (comprendente anche la r.c. sanitaria), incluse quelle con sede legale in uno stato
estero.
L’ultima rilevazione, secondo quanto reso noto dall’Ivass, e condotta tra marzo e giugno del 2020, ha riguardato in dettaglio:
1) i premi raccolti nel 2019 per rischi localizzati in Italia relativi alla r.c. sanitaria,
2) le prospettive e gli ostacoli nel settore dal punto di vista delle imprese,
3) le principali caratteristiche delle coperture assicurative collocate nel 2019,
4) la situazione dei sinistri denunciati negli anni dal 2010 al 20195

Questi i principali risultati:

Nel 2019 la raccolta premi per i rischi da r.c. sanitaria ammonta a 579 milioni di euro, in flessione
rispetto all’anno precedente (–6,5%), a causa della forte diminuzione dei premi (–14,7%) per le polizze
sottoscritte dalle strutture sanitarie pubbliche. La raccolta per i rischi delle strutture private e per quelli
del personale sanitario è sostanzialmente stabile.
 Nell’arco del decennio 2010-2019, il numero di strutture pubbliche assicurate (passato da 1.426 e 581)
si è più che dimezzato.
 La metà dei premi è raccolta da imprese con sede all’estero, particolarmente attive nella sottoscrizione
dei rischi delle strutture pubbliche, per i quali le imprese italiane raccolgono soltanto l’11,6% dei premi.
 Le imprese italiane sono maggiormente operative nei confronti delle strutture private e del personale
sanitario: per queste unità di rischio esse raccolgono rispettivamente il 72,6% e il 76,8% dei premi.
 Permane la forte concentrazione della raccolta premi nel settore, per le strutture pubbliche effettuata
in misura pari al 92,4% dalle 5 maggiori imprese. La concentrazione è meno elevata per i rischi
sottoscritti dalle strutture private e dagli operatori sanitari, per i quali le prime 5 imprese raccolgono
rispettivamente l’81,2% e il 61,2% dei premi.
 Nel quinquennio 2014-2019 il livello di concentrazione della raccolta premi è in lieve flessione.
 La percentuale di unità di personale sanitario che cambia compagnia da un anno all’altro è compresa
tra il 5% e il 7% nel quadriennio 2016-2019. La mobilità assicurativa comporta in media effetti di
riduzione del premio pagato.
 Si conferma una redditività tecnica negativa delle coperture per i rischi delle strutture pubbliche e
private, per queste ultime in particolare per le generazioni di sinistri meno recenti.
 L’auto-ritenzione del rischio da r.c. sanitaria è consentita alle strutture sanitarie dalla legislazione
vigente, come soluzione alternativa o integrativa dell’assicurazione tradizionale. Per le strutture
pubbliche l’opzione è in forte crescita nel medio-lungo periodo: nel 2018 gli accantonamenti ai fondi
di auto-ritenzione ammontavano al 187,9% del valore dei premi raccolti nello stesso anno dalle
compagnie per la r.c. sanitaria (contro il 138,8% del 2014).

Oggi più che mai il settore sanitario è sotto la lente di ingrandimento, AssiParioli è a disposizione per ogni tipo di approfondimento.

 

Comments are closed.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More

Privacy & Cookies Policy