Il settore assicurativo italiano tiene rispetto alla pandemia, pubblicato report della Banca d’Italia

AssiParioli è in costante aggiornamento su ogni settore per fornire le migliori soluzioni soprattutto in questo periodo emergenziale

Roma – In questo tempo di pandemia che perdura ormai da mesi ci si interroga molto sull’indice di solvibilità delle compagnie assicurative italiane, così come quello delle comparto europeo. Settori che risentono  dell’aumento dei premi per il rischio degli strumenti azionari e obbligazionari innescato dall’ emergenza, nonché dell’ulteriore riduzione della curva dei tassi di interesse privi di rischio osservato rispetto allo scorso marzo 2020.

E dunque, su questo tema è scesa in campo la Banca d’Italia che ha pubblicato un rapporto sulla stabilità finanziaria secondo il quale l’indice di solvibilità medio è sceso a giugno al 211 per cento, dal 235 rilevato alla fine del 2019. Rimane comunque ben al di sopra dei minimi regolamentari e allineato ai valori europei.

A partire dal secondo trimestre dell’anno dunque  è iniziata una riduzione dello spread sui titoli pubblici rispetto al picco registrato in marzo, con l’introduzione delle misure restrittive per fare fronte all’emergenza sanitaria; l’incremento dei corsi dei titoli obbligazionari che ne è derivato e il contenimento nella distribuzione dei dividendi delle compagnie non hanno tuttavia del tutto compensato l’effetto negativo sui fondi propri generato dal calo della curva dei tassi di interesse privi di rischio.

La redditività sta risentendo della pandemia. Il rendimento del capitale e delle riserve (return on equity, ROE) per i rami vita si è sostanzialmente azzerato nel primo semestre del 2020, per effetto delle forti svalutazioni degli attivi.  Anche il ROE della gestione danni è diminuito rispetto al primo semestre del 2019, benché in misura minore rispetto al comparto vita; nei rami danni la flessione dei corsi dei titoli è stata in parte controbilanciata dal forte calo degli oneri per sinistri, che si è riflesso in un miglioramento del rapporto tra oneri e spese di gestione e premi di competenza (combined ratio).
Sono risultati in flessione gli utili attesi dagli analisti per il mercato italiano ed europeo e i corsi azionari delle compagnie assicurative hanno mostrato segnali di deterioramento, rimanendo inferiori ai livelli riscontrati alla fine dello scorso anno.

 

Nello scorso mese di giugno gli investimenti con rischio a carico delle compagnie italiane rimanevano concentrati in titoli pubblici in misura largamente superiore rispetto alle imprese di assicurazione europee (51 per cento, a fronte del 28). Gli investimenti in obbligazioni private (21 per cento) erano costituiti prevalentemente da titoli emessi da società estere e imprese non finanziarie; meno di un quarto di questi era riferibile ai settori particolarmente colpiti dalla pandemia.

Il 27 per cento del valore di mercato dei titoli obbligazionari privati nei bilanci delle compagnie italiane ha rating A; una porzione più rilevante (51 per cento) ha rating BBB. Le perdite potenziali in caso di declassamenti di questi titoli si rifletterebbero negativamente sui fondi propri.

La crescita delle quotazioni dei titoli iniziata nel secondo trimestre dell’anno ha determinato
l’incremento delle plusvalenze latenti nette delle compagnie; queste ultime in settembre
hanno registrato valori superiori rispetto a quelli di fine 2019.

Gli effetti delle turbolenze osservate sui mercati finanziari durante la prima ondata della pandemia confermano che le assicurazioni italiane – come in media quelle europee – sono più esposte ai rischi di mercato (64 per cento del requisito di capitale di base alla fine del 2019) che ai rischi tecnici assicurativi. La componente più rilevante del rischio di mercato è rappresentata dall’esposizione alla variazione degli spread obbligazionari.

La posizione di liquidità del settore assicurativo rimane stabile: le misure di contenimento del contagio hanno determinato, nel periodo da marzo a maggio, un’elevata contrazione dei premi e una riduzione dei riscatti. Il rapporto tra l’onere per riscatti e i premi, un indicatore di potenziali tensioni di liquidità per le compagnie vita, si è mantenuto su valori storicamente contenuti (a settembre del 2020 era pari al 41 per cento).

Il team AssiParioli sin dall’inizio della pandemia ha attivato un monitoraggio costante e quale società di intermediazione assicurativa è in grado quindi di offrire il meglio in ogni contesto seguendo standard di convenienza e garanzia per l’utenza ad ogni livello.

 

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